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Pensioni e riforma Fornero, rivalutazione Istat: rimborsi a rate e "tetto" per gli assegni più alti

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Il governo Renzi corre ai ripari per rimediare al possibile “buco” nei conti pubblici legato alla sentenza della Consulta sulla riforma Fornero, legge che aveva bloccato per due anni la rivalutazione delle pensioni in base agli indici annuali Istat.

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Dovrebbero partire al più presto, con cadenza mensile a beneficio in primo luogo delle pensioni meno alte e forse ad esclusione di quelle superiori sei volte rispetto ai minimi, i rimborsi degli assegni decurtati nel 2012 e 2013, mentre tutto da verificare rimane l’impatto di tali misure sul bilancio sia dell’anno in corso che del 2014.

Al ministero dell’Economia e delle Finanze il delicato compito di far quadrare i conti, senza creare un eccessivo deficit né alterare gli equilibri concordati in sede sovranazionale, distribuendo lungo un arco di tempo non breve le spese a carico dello Stato centrale, per un costo totale di quasi 5 miliardi di euro.

(La Fornero si difende dopo la bocciatura della riforma delle pensioni: intervista su La7)

La platea di pensionati beneficiari di assegni maggiori ai 1406 € mensili ai quali andranno i rimborsi ammonta a quota 5,2 milioni e il rebus “politico” sul tavolo del governo riguarda i titolari di rendite ai massimi livelli, penalizzati in caso di articolazione delle rivalutazioni Istat in base al reddito.

Dal punto di vista strettamente tecnico, all’iniziale allarme per il bilancio statale alimentato da calcoli “a caldo” dell’impatto della nuova indicizzazione ad effetto retroattivo è subentrato in questi ultimi giorni un moderato ottimismo negli ambienti di Palazzo Chigi: la restituzione sarà conteggiata nell’alveo del deficit degli anni passati e anche le somme dovute per il futuro sembrano sotto controllo.

La polemica sulla legittimità, sul piano politico prima ancora che costituzionale, della riforma Fornero, continua a tenere banco all’interno della stessa maggioranza di governo, divisa tra detrattori della stagione degli esecutivi tecnici (in primis esponenti della minoranza del Partito Democratico) e “rigoristi” dei conti pubblici.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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