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Permessi nel contratto del commercio: la normativa

Dopo lunga trattativa, sindacati e Confcommercio nel 2010 sono giunti a un accordo che ha portato al rinnovo del CCNL dei settori Terziario e Servizi. Il testo aggiornato, in vigore dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2013, presenta diverse novità, tra cui anche alcuni significativi cambiamenti relativi alle cosiddette ROL ed ex festività che, nel loro insieme, costituiscono i permessi retribuiti del contratto del commercio. Ecco dunque le principali cose da sapere.

ROL ed ex festività: i permessi retribuiti del CCNL commercio

La riduzione dell'orario di lavoro (ROL) e le ex festività costituiscono i permessi retribuiti del contratto del commercio. La prima è un istituto contrattuale che permette al dipendente di astenersi dal lavoro senza vedere decurtata la propria retribuzione ed è determinata su base annua, in relazione alla mansione del lavoratore. Le seconde, invece, sono festività non più considerate tali (Articolo 1 della Legge n.54 del 5 marzo 1977) e comprendono San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, SS. Apostoli Pietro e Paolo.

In base al vecchio CCNL commercio, i lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti avevano diritto a 88 ore di permesso (ROL + ex festività), mentre quelli assunti in realtà con più di 15 a 104, senza differenze legate all'anzianità. Con il nuovo contratto, invece, cade la distinzione relativa alle dimensioni dell'azienda (almeno in parte) e subentra quella inerente gli anni di servizio. In pratica, dunque, a prescindere dal numero di dipendenti, tutti i nuovi assunti per i primi due anni di lavoro hanno diritto a 32 ore di permessi.

Successivamente, a partire dal terzo anno e fino al quarto compreso, le ore di ROL + ex festività aumentano in base alle dimensioni dell'azienda. Quindi, in quelle con meno di 15 dipendenti i lavoratori hanno diritto a 32 + 28 ore di permesso retribuite (60 in totale), mentre in quelle con più di 15 a 32 + 36 (68 in tutto). Oltre i quattro anni di assunzione, infine, i lavoratori hanno a disposizione il 100% dei permessi retribuiti previsti da contratto, ovvero, rispettivamente, 32 + 56 (88 complessive) e 32 + 72 (104 totali).

Ai fini del calcolo dell'anzianità, in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto a tempo determinato, di apprendistato o di inserimento, fa fede la data di prima assunzione in azienda.

Pagamento dei permessi non goduti

Diversamente dalle ferie, che non possono essere monetizzate se non per cessazione del rapporto di lavoro, i permessi del contratto del commercio (come delle altre categorie) se non sono utilizzati dal dipendente devono essere pagati dal datore di lavoro entro il 30 giugno dell'anno successivo quello di maturazione. In particolare, i permessi non fruiti nell'anno in cui sono maturati decadono, tuttavia possono essere utilizzati fino al 30 giugno di quello successivo. Se questo non accade, entro tale data l'azienda deve provvedere a pagarli al dipendente.

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