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Veltroni: per i precari un diritto unico del lavoro

“Contro la precarietà, un diritto unico del lavoro'': lo ha detto Walter Veltroni nel suo intervento al Lingotto aggiungendo che ''in quasi tutti i settori produttivi, oggi - nella nostra Repubblica fondata sul lavoro - possono esistere aziende importanti con pochissimi lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato e una enorme massa di lavoratori di serie B, C e D. Un apartheid che per i giovani significa il dramma dell'insicurezza e la paura del futuro''.

E’ a tale incertezza che ha rivolto anche il suo sguardo il Cardinale Bagnasco nella sera del 31/12/2010. “Se il lavoro precario è sempre meglio del non lavoro, dovrebbe però essere concepito come emergenza non come sistema. Alla lunga destabilizza, impedisce un progetto di vita, crea incertezza, non permette quel senso di appartenenza e affezione che è auspicabile ed è un bene per tutti”.

Ma le voci contro il precariato si estendono persino al Governatore della Banca d’Italia, che ha individuato una stretta connessione tra precariato e perdita di competitività del nostro Sistema Paese, sottolineando l’importanza di interventi più decisi. La proposta di Draghi è quella di favorire una graduale stabilizzazione dei precari, perché alla lunga l'accentuato dualismo - fra lavori cosiddetti "garantiti" e non - porrà a rischio l'intera produttività e "profittabilità" del Paese, deprimendo ancor di più le capacità di ripresa. Investire nel ricambio generazionale, par di capire, è ormai un'esigenza per il sistema Italia e non più solo un'opzione. Se in Francia il 70% delle assunzioni avviene attraverso contratti di lavoro a termine, secondo i dati resi noti da Bankitalia, in Italia i contratti a tempo determinato riguardano un giovane su quattro. Non va davvero meglio con il salario. Un altro record negativo lo assegna all'Italia l'Ocse per il suo 61% di giovani lavoratori sottopagati, contro il 26% della Francia.

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