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Precari scuola, sentenza della Corte Europea impone all’Italia la stabilizzazione di 250mila insegnanti

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Una sentenza della Corte di Giustizia Europea apre a sorpresa la strada alla stabilizzazione dei precari della scuola, con un potenziale effetto domino in altri comparti del settore pubblico.

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Dopo anni di ricorsi prima nei tribunali italiani e in un secondo momento in sede comunitaria, l’assunzione in ruolo di 250mila insegnanti con almeno 36 mesi di servizio all’attivo sembra ormai aver trovato fondamento legale e toccherà nei prossimi mesi al governo di Roma dare attuazione al verdetto di Strasburgo.

Lo Stato italiano, secondo quanto accertato dall’autorità giudiziaria di riferimento dei Paesi membri dell’Unione, si è reso responsabile di una reiterata violazione della normativa CE sulla durata dei contratti a tempo determinato, per la precisione la direttiva datata 1999.

Oltre all’assunzione dei precari ingiustamente esclusi dal processo di stabilizzazione negli ultimi 5 anni, la sentenza rende possibili risarcimenti a favore degli insegnanti per circa 2 miliardi di euro ed anche la riscossione degli arretrati relativi a scatti di anzianità negati dal ministero competente.

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Tornano a sperare nel posto a tempo indeterminato centinaia di migliaia di lavoratori della pubblica amministrazione, rappresentati nella battaglia contro la precarietà a lungo termine dai tre sindacati confederali, entusiasti per la pronuncia della Corte Europea e pronti a diffidare l’esecutivo in caso di mancata applicazione delle norme citate nella sentenza appena emessa.

In tutta Italia, avvertono organizzazioni come Gilda e Flc Cgil, saranno da subito attivate iniziative di protesta finalizzate ad ottenere una immediata traduzione in legge della direttiva 1999 CE, in nome dei principi della “stabilità del lavoro e della “giusta retribuzione” difesi ad oltranza da confederali e autonomi in questi anni.

Resta da verificare la disponibilità del governo in carica alla concreta attuazione delle norme comunitarie, essendo la stabilizzazione di 250mila precari della scuola ed eventualmente di altrettanti lavoratori del settore pubblico un provvedimento assai impegnativo per le casse dello Stato.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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