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Precariato: la situazione con il Governo Monti

Nonostante le dichiarazioni programmatiche, per quanto riguarda il precariato il governo Monti non sembre possedere risposte e soluzioni per quella che ormai è considerata una vera e propria emergenza sociale, al pari della disoccupazione. Ma quanti e chi sono i cosiddetti 'lavoratori precari', in Italia? Ecco un focus sulla situazione del 2012.

Precari e precariato: l'Italia del 2012

In occasione della Giornata Nazionale contro la Precarietà tenutasi il 10 maggio 2012, la Cgia di Mestre ha presentato un rapporto sulla condizione dei lavoratori italiani e i dati emersi sono tutt'altro che confortanti.

Secondo quanto riporta il documento, infatti, nel Belpaese i precari sono 3.315.580, il 46% dei quali è diplomato, il 39% è in possesso della licenza di scuola media inferiore e appena l'1.5% ha conseguito un titolo di studio pari o superiore alla laurea. Una situazione allarmante, quella del precariato, che il governo Monti eredita dalle precedenti amministrazioni, ma che come loro non sembra in grado di gestire.

Il rapporto della Cgia evidenzia infatti come, pur interessando soprattutto il Mezzogiorno, con oltre 1 milione e 100 mila precari ripartiti tra Calabria (21.2%), Sardegna (20.4%), Sicilia (19.9%) e Puglia (19.8%), il fenomeno è diffuso in tutti i settori imprenditoriali del Paese, con picchi che riguardano in particolare l'ambito del commercio (436.842), i servizi alle imprese (414.672), gli alberghi e i ristoranti (337.379).

Lavoratori a tutti gli effetti, fondamentali per l'economia dell'Italia, appartenenti per lo più alla categoria degli 'atipici' - quindi parasubordinati, senza contratti di dipendenza - e nella maggior parte dei casi con stipendi ai limiti della soglia di sussistenza. Secondo l'analisi effettuata dalla Cgia di Mestre, infatti, la retribuzione media netta mensile è 836 euro per i giovani sotto i 34 anni, di 759 euro per le donne e di 927 euro mensili per gli uomini.

Una serie di dati che, nel loro insieme, permette di tracciare un vero e proprio 'identikit del precario': uomo, diplomato, residente al Sud e con un reddito/mese inferiore ai 1.000 euro.

Precari e governo: le 'responsabilità' del Ministro Fornero

Che il precariato con il governo Monti non abbia avuto miglioramenti è un dato di fatto, al punto che lo stesso ministro del Welfare, Elsa Fornero, nel corso del suo suo intervento all'assemblea di Confcooperative ha detto: "sotto il profilo dell'attenzione ai segmenti più deboli, forse siamo in ritardo", aggiungendo: "ammetto una qualche mia responsabilità: è mancata forse una maggiore attenzione a quelli che sono i più sofferenti nel Paese. Il governo ha puntato sul rigore necessario per uscire dalla crisi pensando a una crescita a breve che non si è avuta e si è pensato che ci sarebbe stata più attenzione ai segmenti più deboli".

Una mancanza alla quale il governo sembra voler porre rimedio con una serie di provvedimenti mirati ad aumentare la cosiddetta 'flessibilità in entrata' e le garanzie per i lavoratori 'atipici', tra cui le modifiche dell'Articolo 18, la lotta alle false Partite IVA, il salario base per i co.co.pro e i nuovi ammortizzatori sociali per i parasubordinati.

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