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Primark, sos degli operai sull'etichetta del vestito: "Lavoriamo in condizioni terribili"

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Non ci stanno a lavorare "in condizioni estenuanti" gli operai inglesi dell'indotto di Primark, azienda leader nell'abbigliamento sotto accusa per orari e metodi evidentemente non in linea con gli standard propri di un Paese occidentale.

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Le manifestazioni di protesta, negli ultimi anni, sono state tante, ma la forma scelta stavolta per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul tema dello sfruttamento del lavoro è stata a dir poco singolare.

A fare la curiosa scoperta è stata una giovane cliente del punto vendita di Swansea, colpita dalla scritta ritrovata all'interno dell'abito appena acquistato per la modica cifra di 10 sterline: la richiesta di aiuto inserita nell'etichetta del vestito ha indotto la venticinquenne Rebecca Gallagher a rivolgersi alla stampa per dare il giusto risalto all'iniziativa dei lavoratori della catena di abbigliamento nota nel mondo per i prezzi bassi della merce in vendita nei vari negozi britannici e non solo.

La donna ha prontamente raccontato il fatto ai giornalisti, spiegando di non voler più rivolgersi a Primark per i prossimi acquisti e di aver avuto difficoltà ad indossare il capo recante la scritta di sos per via del significativo messaggio lanciato dagli operai. Dal canto loro, i vertici dell'azienda hanno reso nota l'intenzione di indagare sui reponsabili di questo piccolo atto di “sabotaggio” che potrebbe recare danno al prestigio del brand dentro e fuori dai confini della Gran Bretagna.

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Inutile, a quanto pare, è stato però l'appello indirizzato da Primark alla ragazza di Swansea in possesso dell'oggetto “incriminato” per una collaborazione attiva coi responsabili aziendali ai fini della ricerca della verità su tempi, modi e autori della contestazione veicolata dal vestito in commercio.

Senza fortuna anche il tentativo da parte di Rebecca Gallagher di mettersi in contatto col servizio clienti per avere un confronto a caldo sull'accaduto, intenzione vanificata dalla lunga attesa in linea con esito negativo. L'ennesimo episodio imbarazzante che vede Primark sul banco degli imputati riporta alla mente altre battaglie, condotte da lavoratori e cittadini contro l'utilizzo in subappalto di manodopera a basso costo, anche in età inferiore ai 18 anni tramite commesse in India.

Di questa ed altre vicende si erano occupati in diverse occasioni siti web e media nazionali, con la tv di Stato Bbc in prima fila nel dare il meritato spazio alla notizia del lavoro sottopagato ed esternalizzato della prestigiosa catena di abbigliamento britannica.

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