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Professione: grafico pubblicitario

Certi loghi, così come alcuni prodotti e pubblicità, sono entrati a fare parte dell'immaginario collettivo. Ma chi c'è dietro, per esempio, all'inconfondibile scritta svolazzante della Coca Cola? O chi ha inventato il monogramma 'CC' di Coco Chanel? Le persone che curano l'aspetto creativo e visivo dell'immagine sono i grafici pubblicitari e se il vostro sogno è di essere ricordati un giorno come colui che ha creato un logo rivoluzionario, scoprite qui qual è la strada da percorrere.


Il grafico pubblicitario: identikit
Il grafico pubblicitario è un professionista della comunicazione visiva. La sua creatività e la capacità di utilizzare i principali strumenti manuali e informatici, nonché la conoscenza dei materiali, gli permettono di operare nel settore grafico e in quello editoriale per realizzare marchi e loghi, curare l'immagine coordinata - intesa come l'insieme di colori, linee e disegni che identificano univocamente un soggetto e costituita, per esempio, dal logo, dai caratteri tipografici, dal colore, dall'impaginazione e presentazione dei vari documenti e dall'impostazione della comunicazione - realizzare packaging, eseguire progetti editoriali e creare manifesti pubblicitari, insegne e punti promozionali all'interno dei negozi.


Requisiti e competenze del grafico pubblicitario
Per prima cosa il grafico pubblicitario deve essere un eccellente comunicatore: per comprendere a fondo le richieste dei clienti e per essere in grado di realizzarle in modo efficace. Un processo questo mediato da competenze tecniche specifiche come la padronanza dei principali software per il trattamento e la creazione delle immagini e un'approfondita conoscenza delle arti grafiche e visive. Ma non solo. Il grafico pubblicitario deve anche possedere solide nozioni in fatto di materiali e loro specifiche, deve essere in grado di abbozzare un progetto di insieme suddividendolo per fasi in modo da poter intervenire nei diversi stadi di avanzamento lavori e, last but not least, deve possedere molta fantasia e creatività. La capacità di realizzare schizzi a mano libera e di saper tradurre rapidamente in immagini un'idea o un concetto è poi considerato fondamentale dagli esperti del settore, nonostante l'ormai consolidata egemonia dei programmi di grafica computerizzati.


Percorso di studi: quale il migliore?
Oltre alla passione e alla creatività, come visto prima per diventare un professionista di valore è necessario acquisire specifiche competenze tecniche. Per incominciare, allora, si può frequentare uno dei tanti istituti professionali a indirizzo grafico pubblicitario presenti nelle diverse regioni italiane. In alternativa ci si può orientare verso il liceo artistico o i nuovi indirizzi scolastici che si occupano di arti visive e comunicazione pubblicitaria. A livello universitario, invece, i vari poli nazionali offrono facoltà di design caratterizzate da orientamenti differenti (comunicazione, automotive, archittetura...) ed è necessario consultare i siti e i programmi didattici dei singoli atenei per trovare il percorso più affine ai propri interessi. Esistono, infine, anche alcune prestigiose scuole private come per esempio la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, la Scuola Internazionale di Comics - Accademia delle Arti Figurative e Digitali di Firenze (con altre sedi dislocate sul territorio nazionale) e l'Istituto Europeo di Design (IED) a Milano, Roma, torino, Firenze, Venezia e Cagliari. Un'ultima alternativa è rappresentata dai corsi di varia durata indetti da soggetti privati e statali nelle singole regioni e città.


Primi passi e crescita professionale
Avere una buona preparazione tecnica e ottime conoscenze teoriche è senza ombra di dubbio un valido punto di partenza, ma mai come in questo settore sono fondamentali la pratica e la possibilità di confrontarsi con altri professionisti. Subito dopo le superiori e durante (l'eventuale) successivo percorso di specializzazione è dunque molto importante iniziare a lavorare presso agenzie di pubblicità o divisioni marketing e comunicazione di qualche azienda. All'inizio di solito si parte con uno stage (il più delle volte non retribuito) e poi possono seguire i primi contratti a progetto su questa o quella commessa. Una volta che si è raggiunta una buona preparazione è possibile iniziare un'attività di free lance come libero professionista con partita IVA oppure lavorare come dipendente.

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