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Quali saranno le pensioni degli attuali precari?

Immaginando il caso di un giovane uomo italiano tipo che entra nel mercato del lavoro a 25 anni con un contratto precario a 800 euro al mese fino a 35 anni quando ottiene un contratto a tempo indeterminato e raggiungere i 1300 euro a fine carriera, la pensione andrà da un massimo di 1052 euro al mese a un minimo di 638€. Sicuramente gli toccherà lavorare più a lungo dei propri genitori e solo andando in pensione a 67 anni il giovane precario tipo potrebbe aspirare ad avere una pensione intorno ai 1000 euro. Per chi, invece, riuscirà ad avere fin da subito un contratto a tempo indeterminato, e quindi una progressione salariale più forte (1600 euro a fine carriera), le prospettive sono migliori: da 819 euro al mese a 1342. A parità di salario di entrata a 25 anni, quindi, il precariato di inizio carriera causa una perdita di 200-300 euro sulle pensioni future. Il problema, come si vede dalla tabella, non è tanto il sistema pensionistico attuale quanto la dualità del mercato del lavoro: da una parte i super protetti che non possono essere licenziati e con prospettive di pensione decenti.

Dall'altra la nuova generazione di precari che passa da un lavoro all'altro, senza adeguati servizi di orientamento sul mercato del lavoro né assegni di disoccupazione e che inoltre avrà anche pensioni infime.

I problemi pensionistici posti in questo modo sembrerebbero essere, per quanto complessi, comunque risolvibili con l'integrazione di una pensione privata. Diverso è il caso per gli stagisti, per ragazzi (e a volte non solo quelli), che passano mesi e mesi senza possibilità di contribuzioni pensionistiche.

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