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Rai, precarie incinte licenziabili

  • Erroridistampa.com

Punto dieci del contratto Rai per collaboratori esterni:se rimani incinta ti licenziamo. Scoppia la polemica dopo la lettera di un gruppo di giornalisti precari romani, riunitisi nel coordinamento "Errori di Stampa", inviata al direttore generale della Rai Lorenza Lei perché la clausola venga immediatamente cancellata.

Secondo quanto riporta il contratto la cosiddetta clausola gravidanza viene equiparata a infortunio, malattia o altre cause di forza maggiore che possono dare facoltà all'azienda di recedere dalla collaborazione.

L'azienda di viale Mazzini smentisce tutto: "Non abbiamo mai licenziato nessuno". In una nota, infatti, la Rai spiega di essersi "sempre scrupolosamente attenuta al rispetto delle norme a tutela della maternità" e nega che esista "alcuna clausola che possa consentire la risoluzione anticipata dei rapporti lavorativi del personale con contratto, anche a termine, di natura subordinata.

Il direttore generale Lorenza Lei precisa che "in Rai non c'è mai stata alcuna discriminazione o rivendicazione in merito, nè certamente sono mai emersi, fin qui, dubbi di legittimità" e che comunque ha dato agli uffici competenti "l'incarico di valutare interventi sulla clausola".

Immediate le proteste da parte di molti esponenti del mondo politico e sociale. La leader della Cgil Susanna Camusso afferma: "E' del tutto evidente che norme di questo tipo sono non solo in contrasto con la legislazione vigente, ma non riservano il rispetto dovuto alle lavoratrici e ai lavoratori. Tutto ciò, inoltre, conferma come la Rai, insieme purtroppo a tante altre imprese italiane, faccia abuso di contratti atipici e di finti lavoratori autonomi. Oltre a rivendicare la necessità che la Rai metta immediatamente fine a questa pratica ne approfittiamo per rammentare l'urgenza del ripristino della legge contro le dimissioni in bianco. Fatti come questi sono la palese dimostrazione di come non andrebbero mai cancellate le norme che tutelano i lavoratori contro le discriminazioni".

Dello stesso parere anche Giorgia Meloni e Vincenzo Vita. Quest'ultimo, membro della commissione di Vigilanza Rai, sottolinea: "Nell'anno di grazia 2012 non possiamo neppure immaginare che la denuncia fatta da Errori di stampa non trovi immediata replica da parte del vertice del servizio pubblico. Ne chiederemo conto anche negli organi di vigilanza competenti".

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