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Rapporto ILO: "Dati occupazione drammatici, aumento tensioni sociali"

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Dati preoccupanti, anzi drammatici, sono emersi dall'ultimo rapporto sul 'Mondo del lavoro 2011' dell'ILO, Organizzazione Internazionale del Lavoro, agenzia specializzata delle Nazioni Unite, "Siamo arrivati al momento della verità. Ci resta poco tempo per agire e per evitare una ricaduta drammatica dell'occupazione", ha spiegato Raymond Torres, Direttore dell'Istituto Internazionale di Studi Sociali dell'ILO, autore della ricerca pubblicata in vista del G20.

Secondo il rapporto per i prossimi due anni l'economia mondiale avrebbe bisogno di creare ben 80 milioni di posti di lavoro per portare il tasso di disoccupazione fino al livello pre-crisi del 2007. Il dato, però, con tali livelli di crisi, è impossibile da raggiungere: se ne potranno creare al massimo 40 milioni. Maggiormente colpite dalla crescita della disoccupazione saranno e sono i paesi europei, in cui si è registrato un aumento di persone senza lavoro da 16,2 milioni nel mese di settembre, il livello più alto dall'inizio delle rilevazioni nel 1998. La disoccupazione di conseguenza farà aumentare le tensioni e gli scontri sociali.

Proprio per tale motivo nel rapporto è stato creato un indice di 'tensioni sociali'. Si prevede che un maggior rischio di disordini sociali avranno luogo in Grecia, Portogallo, Spagna, Estonia, Francia, Slovenia e Irlanda. Si fa riferimento, quindi, soprattutto alle economie avanzate mentre nell'Africa sub-sahariana e in America Latina il rischio di scontri è più stabile o minore.

E sempre secondo il rapporto la crescita del malcontento non sarà legata solo alla mancanza di lavoro ma riguarderà al tempo stesso la qualità dei lavori disponibili. In Grecia l'82% dei lavoratori si è dichiarato insoddisfatto della propria occupazione. Stesso discorso per il71% degli italiani.

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