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Mirafiori: finisce così la lunga notte dei coltelli

La lunghissima notte del referendum Fiat si è conclusa con un risultato sorprendente, ma annunciato. I voti favorevoli all’accordo di Mirafiori hanno infatti prevalso del 54,05%, mentre i voti contrari all’intesa sono stati il 45,95%. Altissima l’affluenza al voto, al 94,2% dei circa 5.500 aventi diritto.

Le operazioni di scrutinio sono andate avanti per nove ore. Il presidente del comitato centrale della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi, ha parlato di un flop da parte dell’Ad di Fiat, sostenendo che Sergio Marchionne non ha più gli operai con sé e che persino in una condizione di repressione i lavoratori hanno detto di no. Non è un mistero, infatti, che la casa di Torino sperasse che i voti favorevoli alla consultazione superassero il 60%, come nel caso di Pomigliano. Secondo Cremaschi c’è tutto il tempo per andare avanti e rovesciare l’accordo della vergogna, circa un anno di tempo. E la Fiom assicura che comunque ci sarà, anche se non ha firmato l’accordo.

Cantano vittoria anche sul fronte opposto. Il segretario nazionale della Fim Cisl, Bruno Vitali, esulta affermando la nascita dello stabilimento del futuro. Anche Luigi Angeletti benedice i risultati, ritenendo che alla fine hanno vinto le ragioni del lavoro. Per il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, questo voto apre un’evoluzione nelle relazioni industriali soprattutto nelle grandi fabbriche, che dovrebbe consentire un miglior uso degli impianti e effettiva crescita dei salari. Ciò che salta agli occhi, come ha evidenziato Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro Pd, è che chi ha bocciato l’accordo sono soprattutto gli operai più esposti all’intensificazione dei ritmi di lavoro e a pesare sul si è stato soprattutto il voto degli impiegati.

(foto © Zingaro su Flickr)

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