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Riforma Fornero, contratto unico e posto dopo 3 anni

Contratto unico di apprendistato e introduzione del reddito di disoccupazione, salario minimo per il tempo determinato e ammortizzatori sociali. Sono i punti fermi della riforma del lavoro di Elsa Fornero.

L'obiettivo, spiega il Premier Mario Monti, è quello di "creare una maggiore mobilità che protegga il lavoratore ma non renda sclerotico il mercato del lavoro" per favorire l'occupazione giovanile e renderla meno precaria. Lunedì il piano Fornero verrà discusso con le parti sociali, su cui sembra già ci sia una convergenza di fondo.


Il contratto unico si sostituirà agli attuali 48 censiti dall'Istat. Sono previste due fasi: durante la prima, di 'ingresso', di massimo 3 anni, il lavoratore potrà essere licenziato anche senza giusta causa e il datore di lavoro non avrà l'obbligo di reintegrarlo, ma potrà risarcirlo pagandogli una paga pari a cinque giorni lavorativi per ogni mese lavorato. Non viene applicato, quindi, l'articolo 18 come si fa già adesso per il periodo di prova. E una seconda fase di 'stabilità', in cui il lavoratore godrà di tutte le tutele che oggi sono riservate ai contratti a tempo indeterminato.

Tempo determinato. Sarà impossibile assumere a tempo determinato dipendenti, solo professionisti e personale specializzato, per i quali viene corrisposto un salario inferiore ai 25 mila euro lordi annui. Se la paga annua lorda sarà inferiore ai 30 mila euro, saranno trasformati automaticamente in Cui.

Ammortizzatori. Avremo solo una cassa integrazione ordinaria (al posto delle tre esistenti) che interviene solo in caso di crisi cicliche e temporanee. Per chi ha perso il lavoro verrà introdotto il reddito minimo di disoccupazione.

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