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Lavoro: come si diventa insegnanti dopo la riforma Gelmini

La riforma Gelmini ha cambiato in maniera radicale la scuola e la formazione iniziale degli insegnanti, che ora si trovano a fare i conti con delle regole diverse per accedere all'insegnamento. Il nuovo regolamento, infatti, presentato lo scorso settembre 2010, e che entrerà in vigore tra qualche giorno, il 15 febbraio, si propone di valorizzare la funzione del docente attraverso l’acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, organizzative e relazionali necessarie a far si che gli allievi raggiungano i risultati di apprendimento, previsti dall’ordinamento vigente. Quanto ai percorsi formativi finalizzati all’insegnamento variano in base al grado dell'istruzione scolastica.

Per diventare insegnante di Scuola dell’infanzia e Scuola primaria è previsto un corso di laurea magistrale quinquennale, a ciclo unico comprensivo di tirocinio (600 ore), a partire dal secondo anno di corso. E’ fatto salvo il diritto di completare il percorso di studi abilitante all’insegnamento per le due tipologie di scuole agli studenti iscritti ai corsi di laurea in scienza della formazione primaria. Per diventare insegnante di Scuola secondaria di primo e secondo grado è previsto un corso laurea triennale, un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno di tirocinio formativo attivo (475 ore). Per insegnare una disciplina artistica musicale o coreutiche sono previsti, per la scuola secondaria di primo e secondo grado appositi percorsi di formazione attivati dalle università e dagli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Nei percorsi formativi è inclusa l’acquisizione delle competenze linguistiche di lingua inglese di livello B2, delle competenze digitali, che attengono, in particolare, alla capacità di utilizzare i linguaggi multimediali per la rappresentazione e la comunicazione delle conoscenze, nonché, più in generale, i contenuti digitali e degli ambienti di simulazione e dei laboratori virtuali, delle competenze didattiche atte a favorire l’integrazione degli alunni disabili. Il ministro dell’Istruzione definisce annualmente con decreto la programmazione degli accessi ai percorsi formativi. Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili è determinato sulla base della programmazione regionale degli organici e del fabbisogno di personale docente nelle scuole statali.

Il corso di laurea si conclude con la discussione della tesi e della relazione finale di tirocinio, che insieme costituiscono esame con valore abilitante all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola secondaria.

(foto © Dreamstime.com)

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