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Riforma scuola Renzi 2014: premi al merito, stop a supplenze e scatti di carriera per gli insegnanti

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Autonomia, premi meritocratici agli insegnanti e superamento del precariato sono le parole d’ordine adottate dal ministro Stefania Giannini e dal presidente del Consiglio Matteo Renzi per promuovere la riforma della scuola in agenda per il 2014.

Nuovo contratto di lavoro per gli insegnanti, governo promette aumenti ai meritevoli

Punto numero uno del “pacchetto” normativo che sarà al più presto presentato al Cdm per poi passare all’esame del Parlamento, la progressiva eliminazione delle graduatorie ed in prospettiva delle supplenze, giudicate del massimo responsabile dell’Istruzione “dannose sia per chi le fa che per chi le riceve” e per tale motivo da rivedere.

Una “complessiva rivalutazione del sistema educativo si impone, secondo l’esponente centrista dell’esecutivo, in tempi brevi, insieme al riassetto della pianta organica scolastica a livello nazionale, probabilmente non esente da futuri tagli di bilancio nell’ottica prevalente della “spending review” di Palazzo Chigi.

(Il premier Renzi contestato dai lavoratori della scuola durante la visita a Siracusa)

A fare le spese di questa riorganizzazione, temono i sindacati del settore scolastico, potrebbero essere migliaia di supplenti e precari, alla luce della dichiarata intenzione del governo di porre fine alla “giostra” delle assegnazioni annuali a favore di una stabilizzazione di una percentuale ridotta di insegnanti inseriti in graduatoria.

Costo del provvedimento, secondo le stime rese note in un primo momento dallo staff del premier, un miliardo di euro circa (resta il rebus dei fondi promessi dal primo ministro per l'edilizia), passibili però di riduzione se non di totale cancellazione nel caso in cui i conti pre-autunnali dovessero dettare prudenza alla compagine governativa in vista di un autunno che si annuncia “caldo” su tutti i fronti.

Proprio la tradizionale sintonia degli ambienti del centrosinistra italiano col mondo del lavoro statale e scolastico in particolare, spesso valutata come determinante a livello elettorale, da qui alle prossime settimane accenderà un delicato dibattito nella maggioranza a sostegno di Matteo Renzi, mettendo ancora una volta Pd e alleati di fronte a scelte politiche di portata “storica”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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