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Riordino dei permessi e dei congedi, al via le nuove norme

Il Consiglio dei Ministri, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che punta a riordinare la normativa in materia di congedi, aspettative e permessi dei dipendenti sia pubblici che privati.

Il decreto, infatti, in attuazione d'una delega del collegato lavoro, si propone da un lato di snellire la normativa (si tratta di 9 articoli in tutto), rendendo l'utilizzo dei permessi e dei congedi parentali più semplice per i lavoratori, e dall'altro di mettere un freno agli abusi e agli illeciti. Secondo i dati raccolti dal Dipartimento Funzione pubblica, l'anno scorso 244.997 dipendenti delle amministrazioni centrali e periferiche ha beneficiato di 1 permesso o di 1 congedo per l'assistenza di un figlio o di un parente con handicap, traducendosi in oltre 4,8 milioni di giornate di lavoro in meno, per un costo stimato di poco inferiore ai 730 milioni di euro.


Misure del Decreto legislativo
  • rientro al lavoro anticipato, salvo preavviso di 10 giorni, per le lavoratrici che lo richiedono dopo un aborto o la morte prematura del bambino;
  • congedo parentale prolungato per uno dei due genitori di bambini disabili entro l'ottavo anno di vita. I genitori, inoltre, possono fruire alternativamente del congedo (6 mesi per la madre, 7 mesi il padre, 11 mesi se insieme), in modo continuativo o frazionato per un periodo massimo di tre anni. Si prevede un prolungamento del congedo anche nel caso in cui uno dei due genitori debba assistere il minore ricoverato a tempo pieno in istituti specializzati;
  • congedo per l'assistenza a un portatore di handicap grave per entrambi i genitori anche adottivi, che possono fruire dei permessi alternativamente, anche in maniera continuativa nell'ambito del mese fino a un massimo di 2 anni (per ogni genitore) nell'arco dell'intera vita lavorativa;
  • congedo straordinario per motivi di studio per i lavoratori pubblici ammessi ai corsi di dottorato di ricerca;
  • congedo (non superiore ai 30 giorni) per le cure di lavoratori mutilati e invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%;
  • riposi, in caso di adozione e affidamento, validi per tutto il primo anno di ingresso del minore in famiglia e non più nel primo anno di vita del bambino.

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