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Salario minimo, 7 euro l’ora per i lavoratori senza contratto nazionale col Jobs Act di Renzi

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Si chiama salario minimo il prossimo obiettivo del governo Renzi, a completamento del pacchetto di misure in materia di politiche attive per il lavoro da inserire nei decreti attuativi della legge delega sul Jobs Act.

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Sette euro l’ora la soglia stabilita dall’esecutivo per il compenso dei lavoratori non coperti da contratto nazionale, cifra al di sotto della quale nessun’azienda potrà scendere se la proposta in cantiere dovesse andare in porto nei termini prospettati dallo staff di Palazzo Chigi.

Prima di riordinare con una normativa completa l’universo per ora complesso delle collaborazioni flessibili, il governo pensa quindi di intervenire con una regolamentazione ad hoc del salario, in attesa di cambiare l’assetto della disciplina sul collocamento per chiudere il cerchio del Jobs Act come chiesto espressamente dal premier Matteo Renzi.

Ultimo tra i Paesi occidentali a colmare il black out in tema di minimi salariali, l’Italia si appresta a seguire l’esempio degli Stati membri dell’Unione più avanzati, attenendosi ad una cifra ben inferiore al tetto stabilito da Berlino per i lavoratori tedeschi meno di un anno fa: rispetto gli 8,5 euro netti fissati dal legislatore in Germania, la differenza dovrebbe essere di 1,5 o 2 punti.

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Sulla somma in questione, secondo quanto si evince dalla versione (ufficiosa) del provvedimento finora riportata dalla stampa, non peseranno i contributi Inail e Inps, purché non si vada oltre gli ottomila euro di reddito annuo massimi della "no tax area".

Scettici, o meglio in sostanza fortemente contrari alla misura in esame, i sindacati nazionali e di categoria, a partire dalla Fiom Cgil di Maurizio Landini che ha da tempo iniziato la battaglia per l’abolizione del Jobs Act mediante referendum abrogativo della legge-manifesto della politica “renziana”.

Esito quasi scontato, pertanto, per l’incontro nelle sedi istituzionali tra i componenti dell’esecutivo e i rappresentanti delle parti sociali previsto ai sensi della legge delega di riforma del lavoro approvata dal Parlamento poche settimane fa.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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