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Sciopero generale CGIL, Camusso: 'Italia povera'

La CGIL dà appuntamento al 6 maggio. 4 ore di manifestazioni sul territorio, con l'obiettivo di riportare il lavoro a 'centrocampo'. L'annuncio dello sciopero è stato dato dal leader del Sindacato, Susanna Camusso, che si dichiara preoccupata per la situazione in cui versa l'Italia, un 'Paese sempre più povero, che non riesce a far ripartire l'economia'.

La decisione di indire uno sciopero, è stata presa la scorsa settimana, durante una riunione del Comitato Direttivo Nazionale della CGIL. Come recita il documento approvato dal direttivo: 'è necessario rimettere al centro il tema del lavoro e dello sviluppo, riconquistare un modello contrattuale unitario e battere la pratica degli accordi separati, riassorbire la disoccupazione, contrastare il precariato, estendere le protezioni sociali e ridare fiducia ai giovani. Serve una nuova stagione fatta di obiettivi condivisi e rispettosi della dignità del lavoro e serve definire le regole della democrazia e della rappresentanza'. Lo stato di salute dell'Italia è preoccupante, se si pensa all'aumento della Cassa Integrazione nel mese di febbraio e al federalismo fiscale municipale approvato in questi giorni dalla Camera. Un decreto, a detta del segretario Generale della CGIL, che rischia di mettere in ginocchio il nostro Paese. Da un lato, si teme l'innalzamento della tassazione, che ricardrà su lavoratori e pensionati, e dall'altro, che le amministrazioni locali e le Regioni possano tagliare servizi e risposte ai cittadini.

La leader della CGIL ha lanciato un appello alle altre Confederazioni sindacali, come la CISL e UIL, che hanno la responsabilità di intervenire per cambiare lo stato di fatto. 'Il filo dell'unità - ha concluso la Camusso - non va mai perso, ma la condivisione dello scenario che CISL e UIL stanno facendo nei confronti delle politiche del governo indica una 'resa senza condizioni'.

(foto © Sinistra Ecologia Libertà su Flickr)

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