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Sciopero scuola 5 maggio 2015, Renzi contro i sindacati: "Ridicolo, governo assume e aumenta stipendi"

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Passa al contrattacco Matteo Renzi, dopo la proclamazione in forma unitaria da parte dei sindacati dello sciopero nazionale della scuola per il 5 maggio 2015.

Proteste contro la riforma della scuola Renzi-Giannini: aprile mese "caldo"

“Il governo assume e aumenta gli stipendi ha dichiarato il leader democratico all'indomani della presa di posizione compatta di Cgil, Cisl e Uil contro il piano di interventi presentato dall'esecutivo per la riforma del settore scolastico, qualificando la protesta degli insegnanti come ridicola.

A due settimane dalla data scelta dalle sigle organizzatrici dello sciopero per sfidare la buona scuola targata Renzi-Giannini, il primo ministro non ha usato mezzi termini per criticare i sindacati confederali, accusati apertamente di “aver paura delle riforme e di voler “fare quello che vogliono” servendosi dell'arma tradizionale delle mobilitazioni di categoria e nazionali.

(Sindacati in lotta contro la "Buona Scuola" di Renzi: sciopero nazionale il 5 maggio)

Il braccio di ferro tra governo e parti sociali non riguarda soltanto il settore oggetto dell'iniziativa del prossimo 5 maggio: in corso da mesi c'è un duro confronto a distanza, sia sul Jobs Act che in generale sulle politiche sociali di Renzi, nel mirino in particolare di Susanna Camusso e Maurizio Landini per l'abolizione dell'articolo 18 e altre scelte “liberiste” in materia di lavoro.

La rottura (forse insanabile) col fronte unito di insegnanti e personale amministrativo rappresenta però un nervo scoperto per il governo a guida Pd, diviso al suo interno almeno in alcuni frangenti nel giudizio sul piano scuola a causa dei controversi provvedimenti in tema di graduatorie, supplenze e precariato oltre che sul nodo scoperto di stipendi e “meritocrazia”.

Centomila sono le assunzioni messe in cantiere già nel 2015 dall'esecutivo, come ribadito proprio 24 ore fa dallo stesso Renzi in un'intervista radiofonica a Rtl, ma i numeri snocciolati da premier e ministri non hanno mai convinto fino in fondo i sindacati: lo sciopero era nell'aria e il 5 maggio potrebbe rappresentare la prova generale di una mobilitazione a più ampio respiro.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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