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Scuola, trasferimenti rinviati per insegnanti con incarico lontano da casa: possibili supplenze per il 2015/2016

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Una prima ciambella di salvataggio offerta dal governo potrebbe raffreddare il clima nel mondo della scuola, in fermento da diversi per l’entrata in vigore della riforma Renzi-Giannini: ai neoassunti “costretti” a trasferirsi in altre regioni pur di mantenere il posto di lavoro sarà concessa la facoltà di richiedere l’assegnazione alla provincia di residenza per supplenze da svolgere entro l’anno 2015/2016.

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L’ondata di proteste dei giorni scorsi tuttavia non sembra destinata a spegnersi del tutto, anche perché il provvedimento adottato dall’esecutivo oggi dopo una serie di riunioni tecniche al Ministero dell’Istruzione risolve solo in parte i problemi degli insegnanti destinatari di un incarico lontano da casa, come sottolineato all’unisono in queste ore dai sindacati della scuola.

Nessuna intenzione, da parte dei rappresentanti della categoria interessata alla riforma Renzi Giannini, di rinviare o annullare le mobilitazioni indette per il prossimo mese, con la manifestazione nazionale unitaria di studenti e docenti a Roma del 23 settembre in cima agli appuntamenti di lotta previste alla ripresa delle attività scolastiche e nelle settimane successive.

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Entro l’8/9 gli uffici territoriali saranno abilitati alle nomine dei supplenti che manterranno il ruolo fino all’anno successivo potendo rimanere nella provincia di residenza ancora per 12 mesi, ma l’offerta di compromesso del Miur si limita a rinviare un trasferimento comunque incontestabile, senza peraltro garantire alcunché in termini di servizio effettivo nelle sedi vacanti vicine al diretto interessato.

Insomma, il rebus dei precari tiene banco ancora e minaccia di condizionare pesantemente le attività autunnali, essendo in calendario per gli insegnanti organizzati almeno un grande sciopero entro ottobre.

I numeri (oltre centomila assunzioni effettive nel biennio 2015/2016) rivendicati da Palazzo Chigi come atto concreto di miglioramento della scuola italiana continuano a dividere le parti già da tempo contrapposte, trattandosi a giudizio dei detrattori della riforma di copertura parziale e inadeguata di un organico sottostimato.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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