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Settore IT: molta flessibilità, poca qualità

Quando i Padri Costituenti scrissero il primo articolo della Costituzione (L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro), si dimenticarono purtroppo di specificare con quale contratto. Durante la terza edizione dell'Osservatorio dei profili professionali nell'It, promosso da Assintel, è emerso uno spostamento netto verso forme contrattuali più flessibili. Insieme alle rinnovabili, l'It è uno dei pochi settori in espansione, ma a quanto pare a discapito della stabilità lavorativa.

I contratti sono per lo più a progetto o per partita Iva; le assunzioni a tempo indeterminato pressoché inesistenti. La gestione delle risorse umane è stato solo uno dei temi trattati nell'Osservatorio, ma certamente quello che ha fatto maggiormente infervorare gli animi.

Lo stesso presidente Assintel, Giorgio Rapari, si è scaldato al momento di denunciare che 'la produzione di conoscenza innovativa è il vero asset dell'industria Ict, e la corsa al ribasso delle tariffe sta minando il concetto stesso di qualità dell'offerta.' Per il momento la crisi economica si è ripercossa in modo negativo soprattutto sulle risorse umane.

Dallo studio condotto da Assintel infatti, emerge che nel 90% dei casi le retribuzioni risultano ferme o al massimo con valori di crescita non superiori all'1,5%. Inoltre, nelle 181 aziende prese in esame, anche la formazione è scesa ulteriormente del 4,4%. Nelle aziende sotto i 20 dipendenti poi, è del tutto assente.

(foto © bvplegal.com)

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