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Sicurezza in ufficio: la normativa vigente

Anche nell'attività di ufficio possono essere riscontrati fattori che possono essere nocivi per l'organismo umano.Ecco perché, specie negli ultimi anni, si è cercato di porre un'attenzione sempre maggiore sulla sicurezza in ufficio e sulla normativa corrispondente, al fine di evitare il proliferare di convinzioni sbagliate e di sottovalutare pericoli realmente esistenti.

Le linee guida della normativa

Il lavoro d'ufficio consiste, essenzialmente, nel recupero, utilizzazione, archiviazione e trasmissioni di dati ed informazioni mediante diversi strumenti. La mansione è definita principalmente dal tipo di informazione da trattare, dallo strumento utilizzato e dalla presenza o meno di un contatto con il pubblico.È stato caratterizzato da una presenza significativa di donne, impiegate in attività di tipo esecutivo, anche se oggi in molti luoghi di lavoro non è più così.I principali fattori di rischio a cui sono sottoposti i lavoratori di ufficio riguardano:-posture incongrue e movimenti ripetitivi;-qualità dell'aria, essendo la stessa influenzata da diversi fattori, quali la presenza di microrganismi o apporto di aria esterna inquinata;-fattori di stress, diversi a seconda delle caratteristiche del lavoro svolto;-microclima, i problemi possono derivare nel caso in cui non si osservi un regime di comfort termico oppure da una sbagliata distribuzione dell'aria condizionata;-illuminazione, quando la stessa è inadeguata per qualità e quantità;-rumore, soprattutto negli ambienti open-space possono essere notevoli.Per la sicurezza in ufficio la normativa prende specificatamente in esame l'ambiente di lavoro, i componenti di arredo, le apparecchiature da ufficio (computer, fotocopiatrici, ecc.), le attrezzature ed i rischi ad esse connessi.

Ambiente di lavoro: i luoghi di lavoro,in questo caso gli uffici, oltre a rispondere ai requisiti di abitabilità (superficie, altezza, cubatura), devono essere in grado di garantire determinati standard ambientali riguardo al microclima, alla qualità dell'aria e all'illuminazione. Le porte basculanti, cioè che aprono in tutti e due i sensi, devono essere trasparenti e devono essere apposti dei segni indicativi.I pavimenti non devono presentare sconnessioni o aperture e attraversamenti di prolunghe elettriche o altri cavi.

Componenti di arredo: devono essere scelti secondo la vigente normativa UNI (standard italiani), EN (standard europei), ISO (standard internazionali) ed essere accompagnati dalla certificazione CE rilasciata dal fabbricante.In particolare, evitare i mobili con formaldeide o meglio cercare quelli con bassa emissione di formaldeide, in quanto il rilascio nell'aria nel corso degli anni può avere conseguenze dannose per la salute umana.

Attrezzature ed apparecchiature da ufficio: un gran numero di incidenti, anche se piccoli, accadono negli uffici per un utilizzo non corretto di forbici, tagliacarte, oppure per il sollevamento e la movimentazione manuale di oggetti pesanti, quali scatoloni, risme di carta. In particolare, le fotocopiatrici devono essere posizionate in locali ben aerati, in quanto un uso prolungato potrebbe liberare fumi, vapori e sostanze chimiche come l'ozono, che sono possibili fonte di allergie, infiammazione agli occhi e alle vie respiratorie.

L'uso del VDT

Oggi l'attività d'ufficio consiste prevalentamente nell'uso dei videoterminali.Gli addetti al VDT sono, infatti, sottoposti a diversi rischi legati al tipo di lavoro svolto e alla intensità d'uso.I principali problemi riguardano le posture di lavoro, la sbagliata illuminazione e fattori di stress dovuti in principal modo alla monotonia e ripetitività del contenuto del lavoro.Ecco perchè per garantire la sicurezza in ufficio, la normativa, dettata dal D. Lgs 626/94 così come modificato dal D. Lgs 81/08, dedica a queste problematiche un intero capitolo.In particolare stabilisce:-sono definiti lavoratori a VDT tutti coloro che utilizzano il VDT per 20 ore settimanali;-devono esserci delle pause ogni 2 ore di lavoro;-chi opera per un tempo significativo deve essere sottoposto ad una sorveglianza mirata e specifica.Inoltre, la normativa prevede prescrizioni minime riguardo la scrivania e il sedile ergonomico per evitare disturbi muscolo-scheletrici, problemi visivi e di affaticamento mentale. La scrivania deve:-essere stabile e di altezza fra 70 e 80 cm;-avere una superficie tale da poter disporre i materiali e le attrezzatture e consentire l'appoggio degli avambracci durante la digitazione;-avere il colore della superficie chiaro, diverso dal bianco, e comunque non riflettente.Il sedile deve:-essere girevole, avere un basamento stabile o a 5 punti di appoggio;-avere i bordi del piano smussati;-essere facilmente spostabile anche in base al tipo di pavimento.

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