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Social network: i nuovi mezzi per trovare lavoro

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Trovare lavoro grazie a Facebook o Linkedin. Al tempo dei social network si può. Almeno stando a quanto emerge dal sondaggio Kelly Global Workforce Index di Kelly Services condotto in 30 paesi su 97 mila persone - di cui oltre 5 mila in Italia - da Ottobre 2010 a Gennaio 2011. Il centro statistico della società di lavoro temporaneo americana ha infatti rilevato che il 18% degli intervistati sul territorio nazionale ha trovato lavoro in rete: il 17% tramite la consultazione di annunci online e l’1% per mezzo dei social network.

Numeri forse non giganteschi, ma che delineano una nuova e precisa tendenza del mercato del lavoro. Se infatti la candidatura spontanea resta il mezzo privilegiato per farsi conoscere e aggiudicarsi un impiego (29%), seguita a ruota dal 'passaparola' (25%), un lavoratore su tre afferma invece di utilizzare i social network per cercare lavoro.

La strategia per essere sempre al corrente delle nuove opportunità e per essere scelti dai selezionatori che dragano la rete in cerca di talenti prevede di essere presenti con un profilo completo e aggiornato sui principali social network - punto su cui concorda il 29% degli intervistati di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, il 24% di quelli tra i 30 ed i 47 anni e il 22% dei partecipanti al sondaggio tra i 48 e i 65 anni - e di valutare con oculatezza le informazioni da trasmettere e le immagini da rendere pubbliche. Il 28% degli utenti della rete si dichiara infatti preoccupato da eventuali ripercussioni negative sulla carriera causate da un uso improprio e poco attento del mezzo.

Ma qual è il social network più utile nella ricerca di un lavoro? Vince a mani basse Linkedin, che oltre il 50% degli intervistati di ogni fascia di età indica come il più autorevole e funzionale. Al secondo posto si piazza Facebook, guadagnandosi un posto di tutto rispetto considerata la sua natura 'frivola' e la sua identità sociale prima che professionale.

Infine, la geografia degli utenti italiani che utilizzano la rete per trovare lavoro delinea un quadro che, diversamente dal trend occupazionale, non traccia un netto divario tra Nord e Sud: se infatti la Lombardia apre le danze con il 35% di ricerca online, la Sicilia si accoda con uno scarto minimo (34%), tallonata da vicino da Campania, Lazio, Piemonte e Veneto (32%) e seguita a qualche lunghezza in più da Emilia Romagna (30%), Toscana (29%), Liguria (28%) e Puglia (27%).

Dati che nel loro insieme evidenziano che "i social network stanno modificando il modo in cui si cercano lavoro e informazioni su nuove opportunità di crescita professionale", come afferma Stefano Giorgetti - VP & General Manager di Kelly Services Italia - che però si sofferma anche sulla potenziale pericolosità del mezzo: "è necessario prestare la massima attenzione ai contenuti che si intende pubblicare sui propri profili, in quanto possono essere visitati anche dall’occhio esperto di potenziali datori di lavoro".

Giudizio positivo o negativo, dunque? Tutto sommato positivo, come conclude lo stesso Giorgetti: "considerata l’evoluzione che questi strumenti di comunicazione hanno avuto negli ultimi anni, i social network sono destinati a divenire rapidamente un valido strumento per trovare lavoro e crescere professionalmente in tempi brevi".

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