Statali: guida alla buonuscita e al suo calcolo

La manovra del 2010, con la Legge n°122/2010, ha introdotto un'importante novità per gli statali: la buonuscita e il calcolo della stessa infatti cambiano in un'ottica di sempre maggiore equiparazione del comparto pubblico a quello privato e, soprattutto, di risparmio per le casse dello Stato. Ecco una breve guida all'attuale funzionamento.

Buonuscita: i cambiamenti della Legge n°122/2010

La buonuscita degli statali è il corrispettivo del trattamento di fine rapporto (TFR) per i lavoratori del comparto privato e riguarda i dipendenti civili e militari dello Stato iscritti al fondo di previdenza gestito dall'Inpdap e in servizio effettivo, con contratto a tempo indeterminato, prima del 31 dicembre 2000, oltre che tutto il personale non contrattualizzato, anche quello assunto dopo detta data.

Con la Legge n°122/2010 di conversione, con modifiche, del Decreto legge 31 maggio 2010 n°78, entrata in vigore il 31 luglio 2010, è stato stabilito che per gli statali la buonuscita e il calcolo della stessa siano assoggettati (almeno in parte) alle medesime regole vigenti nel settore privato. Pertanto, per le anzianità maturate a decorrere dal 1° gennaio 2011, l'importo viene calcolato con due differenti modalità:

  • fino al 31 dicembre 2010, la quota è "pari a tanti dodicesimi dell’80% della retribuzione annua lorda percepita al momento del collocamento a riposo comprensiva della tredicesima mensilità, per quanti sono gli anni utili", calcolando come anno intero ogni frazione superiore a 6 mesi (vecchia modalità);
  • dal 1° gennaio 2011, la cifra è "determinata dall’accantonamento di una quota pari al 6.91% della retribuzione contributiva annua e dalle relative rivalutazioni, per ogni anno di servizio". Per l'ultimo anno di servizio le frazioni sono ridotte proporzionalmente, mentre l'aliquota del 6.91% è applicata "alla retribuzione contributiva mensile in base alla retribuzione utile mensile". Il tutto calcolando come mese intero ogni frazione uguale o superiore a 15 giorni (nuova modalità, assimilata al TFR).

La prestazione è liquidata d'ufficio e spetta a tutti coloro che, per qualunque ragione, risolvono il rapporto di lavoro e quello previdenziale con l’Inpdap dopo avere maturato almeno un anno di iscrizione.

Le modalità di pagamento della buonuscita

La Legge n°122/2010 non ha modificato solo per gli statali la buonuscita e il calcolo della stessa, ma anche le modalità di liquidazione della prestazione. Con la nuova normativa, infatti, il pagamento viene effettuato 'a rate', così come segue:

  • 1 rata per importi complessivi lordi pari o inferiori a 90.000 euro;
  • 2 rate per per importi complessivi lordi superiori a 90.000 euro e inferiori a 150.000 euro, versati in tranche pari a 90.000 euro e alla somma residua, con quest'ultima corrisposta dopo 12 mesi "dalla decorrenza del diritto al pagamento";
  • 3 rate per importi complessivi lordi pari o superiori a 150.000 euro, versati in tranche pari a 90.000 euro, a 60.000 e alla somma residua, con la seconda e la terza pagate 12 e 24 mesi "dalla decorrenza del diritto al pagamento".

La liquidazione a rate non viene applicata a chi ha lasciato il servizio per limiti di età o dimissioni prima del 30 novembre 2010, nell'ultimo caso solo se la domanda è stata presentata entro il 30 maggio 2010.

lavoro.excite.it fa parte del Canale Blogo Economia & Lavoro - Excite Network Copyright ©1995 - 2014