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TFA: ammissione senza test per gli insegnanti con esperienza

La notizia era nell'aria, ma quando il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo l'ha confermata ai giornalisti de Il Corriere della Sera, i precari con una lunga esperienza di insegnamento alle spalle, ma nessuna abilitazione, hanno tirato un sospiro di sollievo: per loro, infatti, l'accesso al TFA sarà garantito senza test, riconoscendo di fatto una professionalità acquisita sul campo, anche se non riconosciuta dalla macchina della burocrazia.

Gli insegnanti 'di fatto' ma non abilitati e il TFA

Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) come corso obbligatorio per conseguire l'abilitazione all'insegnamento nasce per colmare il vuoto lasciato dalle SSIS, abolite dall'ex ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Un'istituzione che crea subito diverse perplessità tra i precari e che diventa un vero e proprio nemico quando il Miur lascia intendere che l'accesso al TFA è a numero chiuso, subordinato al superamento di un test di selezione che deve essere sostenuto da tutti, quindi anche da chi nella scuola ci lavora o ci ha già lavorato.

La protesta non tarda a esplodere e un primo passo nei confronti di chi ha una professionalità ben definita, anche se non riconosciuta per legge, è fatto dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che a proposito dell'accesso ai TFA da parte dei docenti non abilitati, ma con diverse ore di insegnamento in classe, precisa: "nell'ambito della valutazione dei titoli, particolare rilievo viene attribuito al servizio di insegnamento prestato, per il quale, a differenza dei titoli di studio, non è previsto alcun limite massimo", aggiungendo che "il servizio maturato per almeno 360 giorni vale a coprire dieci dei crediti formativi (...) relativi al tirocinio e nove dei crediti formativi (...) relativi alle didattiche e ai laboratori" e concludendo che "a parità di punteggio, prevale il candidato che abbia una maggiore anzianità di servizio nelle istituzioni scolastiche".

Rassicurazioni che però non bastano ai precari della scuola, che invece vogliono la certezza di poter partecipare ai TFA senza test di ingresso. Una garanzia che arriva infine dallo stesso ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo.

Profumo: niente test di ingresso per chi ha esperienza

Gli insegnanti precari della scuola secondaria di primo e secondo grado con almeno tre anni di servizio effettivo "non dovranno sostenere alcuna prova preselettiva, non ci saranno selezioni di ingresso per loro, perché sono persone che nella realtà il tirocinio l'hanno già fatto. Finito il corso, come tutti gli altri tirocinanti, dovranno superare la prova finale". A parlare così a Il Corriere della Sera è il ministro Francesco Profumo, che con il suo intervento ha voluto mettere fine una volta per tutte alla querelle sull'ammissibilità diretta ai TFA, senza test, di coloro che hanno già una considerevole esperienza di insegnamento alle spalle.

I precari che rispondono a questi requisiti, dunque, potranno accedere ai Tirocini Formativi Attivi che partiranno a fine 2012, senza dover affrontare lo scoglio delle pre-selezioni. Una volta completato il corso e sostenuto positivamente l'esame finale, come tutti i neo-abilitati, per diventare di ruolo anche loro dovranno poi attendere un apposito concorso, che nelle intenzioni del ministro sarà bandito nella primavera 2013 e garantirà una quota di assunzioni a partire dal ciclo 2015-2016. Come spiega Profumo, infatti, la volontà è di "far ripartire il sistema. Il tirocinio, innanzitutto, ma poi, subito dopo, i concorsi per le cattedre", per arrivare "allo svuotamento delle graduatorie" per mezzo dell'istituzione di "regole certe, perché sono le regole ciò che le persone ci chiedono, per superare lo stop and go di questi anni che ha prodotto fasce di precariato".

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