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Tfr in busta paga da aprile 2015, al via anticipi per migliaia di lavoratori: vantaggi ai redditi bassi

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Come previsto dalla riforma del governo Renzi sul Tfr, dal mese in corso migliaia di lavoratori dipendenti potranno richiedere il versamento anticipato di una quota frazionata della “buonuscita” in busta paga ogni mese, con opzione vincolante fino a giugno del 2018.

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Un recente studio della Fondazione dei Consulenti del Lavoro in merito agli effetti della misura sul piano della tassazione ha messo in luce vantaggi e svantaggi della scelta di un anticipo sul trattamento di fine rapporto dal 2015, evidenziando un quadro tutt’altro che omogeneo.

Stando alle tabelle elaborate nei mesi scorsi dagli analisti degli studi professionali, il Quir comporterà un maggiore carico fiscale sulle retribuzioni medio-alte, a fronte di significativi benefici sui redditi bassi.

Da venerdì 3 aprile è possibile fare richiesta di pagamento anticipato del Tfr all’Inps, ma prima di comunicare tale volontà che rimarrà irrevocabile per i prossimi 3 anni sarà necessario al singolo lavoratore effettuare le dovute valutazioni di merito, conti alla mano, delle tasse da versare allo Stato col nuovo regime.

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Qualora l’interessato abbia diritto a detrazioni non fruibili in quanto eccedenti l’imposta lorda, avvertono i consulenti, l’aliquota ordinaria risulterebbe senza ombra di dubbio vantaggiosa (persino ai fini del godimento del bonus degli 80 euro), mentre non essendovi d’ora in poi una tassazione separata come per il trattamento di fine rapporto del “vecchio tipo” la situazione cambia con un reddito più elevato.

L’aumento complessivo dell’imponibile determinato dal computo del Quir farà scattare meccanismi penalizzanti ai lavoratori con una retribuzione maggiore rispetto alla media, anche se i calcoli a riguardo variano a seconda delle specifiche condizioni patrimoniali del contribuente.

In ogni caso, requisito fondamentale per aver diritto all’opzione dell’anticipo sul Tfr è un’attività lavorativa svolta per almeno 6 mesi nel settore privato, con esclusione per i “domestici” che non rientrano tra i destinatari della legge varata per il 2015 dall’esecutivo a guida Pd.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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