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Valutazione stress da lavoro: dal 1°gennaio è d'obbligo

Secondo l'ISPESL,l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, lo stress da lavoro è tra le principali cause delle malattie professionali, in quanto colpisce 40milioni di persone nell'Unione Europea, ovvero circa il 22% dei lavoratori. Il 50%, 60% di tutte le giornate lavorative perse è riconducibile allo stress.

Per questi motivi è scattato l'obbligo dal 1° gennaio da parte di tutti i datori di lavoro, sia pubblici che privati, di redigere il documento sulla valutazione del rischio stress lavoro-correlato nell'ambiente lavorativo. L'obbligo è previsto da una circolare del 18 novembre 2010 del Ministero del LavoroDipartimento Generale della Tutela delle condizioni di lavoro, che fornisce una serie di indicazioni per la valutazione del rischio. La circolare precisa che non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato, in quanto qest'ultimo è causato da fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro. La valutazione si articola in due fasi: una prima fase preliminare, obbligatoria, serve a rilevare “indicatori oggettivi e verificabili” di stress lavoro-correlato; la seconda fase va invece attivata solo nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio e le misure di correzione adottate dal datore di lavoro si rivelino inefficaci.

Al termine della valutazione preliminare il datore di lavoro è tenuto a redigere il Documento di Valutazione del Rischio (DVR), nel quale dichiara l'eventuale assenza di elementi di rischio, e prevede un piano di monitoraggio. Nel caso in cui invece emergano elementi di rischio dovranno essere adottati adeguati interventi correttivi

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