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Via il contratto nazionale, sì a salario minimo e sussidio Ue per disoccupati: lavoro, governo prepara riforme

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Dal 2016 nuove regole, di emanazione governativa, in tema di contratto nazionale di lavoro. Dietro l’angolo, in un periodo particolarmente delicato per l’economia italiana, l’abbandono del “vecchio” sistema basato sul confronto tra le parti e sulla mediazione dell’esecutivo, con tutte le varianti del caso (concertazione e dialogo sociale si sono alternati negli ultimi 20 anni, a seconda delle fasi politiche).

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A spingere sull’acceleratore nella direzione auspicata da Confindustria, il premier Renzi e l’ala centrista della maggioranza, mentre si annuncia dura e senza sconti l’opposizione dei sindacati confederali all’ennesima riforma del lavoro, ad eccezione forse della Cisl che sembra orientata su posizioni meno intransigenti.

Asse portante della disciplina allo studio del governo, l’introduzione del salario minimo legale, misura già sperimentata più o meno recentemente in diversi Paesi dell’Ue, Germania compresa: questo come contropartita per l’abolizione del contratto nazionale, retaggio di epoche passate agli occhi degli industriali e del nuovo gruppo dirigente del Pd.

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Il livello aziendale e territoriale, nell’ottica di un’ulteriore spinta alla flessibilità sul lavoro e all’incremento della produttività, sostituirà poi progressivamente quello centrale secondo un progetto da sempre caldeggiato dai vari leaders di Confindustria e adesso “sposato” dal governo di Matteo Renzi nonostante lo scetticismo della sinistra democratica e le resistenze del sindacato.

Intanto a Palazzo Chigi si studiano attentamente provvedimenti mirati contro la povertà e a beneficio delle piccole imprese, a partire dal sussidio da 100 euro tramite carta prepagata ai cittadini in condizione di cronico disagio, mentre torna in campo l’ipotesi di taglio dell’Ires per sotto forma di sgravio fiscale dal 2016 e di riduzione delle tasse sulla casa.

Sul fronte europeo, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si è dichiarato (a margine del vertice in corso a Lussemburgo) favorevole all’istituzione in tempi brevi di un “sistema di assicurazione finanziato da risorse comuni” per i disoccupati della “zona euro”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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